La stazione di Milano Centrale

La stazione di Milano Centrale è la principale stazione ferroviaria della città di Milano e una delle principali stazioni ferroviarie d’Europa, nonché la più grande per volume. Qui sono arrivato, emigrando dal Sud per realizzare il mio sogno di Macchinista Ferroviere.

Stazione di Milano Centrale, 1976 (foto tratta dal libro “Treni di Lombardia cinquant’anni fa nelle foto di Cesare Giorgi”, ed. CIFI sez. Milano)

Stazione di Milano Centrale, 23-12-1985, scattata dalla cabina A (E. Festari)

Stazione di Milano Centrale addobbata per le feste natalizie (foto E. Festari, anni ’80)

Il salone delle biglietterie (foto M. D’Incà, anni ’80)

Il carrello portabagagli (foto M. D’Incà, anni ’80)

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Il Memoriale della Shoah di Milano, noto anche come Binario 21, è stato aperto al pubblico nel 2013. Si trova sotto i binari della Stazione Centrale di Milano, in un’area da cui partirono i convogli che deportarono ebrei e altri perseguitati verso i campi di sterminio.  Il Memoriale è composto da due parti principali: il Luogo della Memoria, dove si trovava il binario e dove è collocato il Muro dei Nomi, e il Laboratorio della Memoria, uno spazio dedicato allo studio e all’approfondimento. Il Memoriale della Shoah è un luogo di commemorazione e riflessione, ma anche un centro polifunzionale che ospita mostre, incontri e dibattiti per ricordare le atrocità della Shoah e promuovere il dialogo interculturale. 

“Muro dei nomi”, dove sono ricordati i nomi di tutte le persone deportate dal binario 21 (foto del collega Carmelo Iacono)

Carri-bestiame (foto del collega Carmelo Iacono)

Foto tratta da “Il Giorno” del 22-01-2011 del binario 21 (foto B. Fiorilla)
La dicitura “La storia interrotta” si riferisce al momento in cui ancora non stato realizzato il Memoriale alla Shoah.

Un altro segnale di memoria è stato posto all’ingresso della sala reale, nel 1998.

Targa (foto S. Fiorilla)

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Durante una mostra dedicata alla Giornata della Memoria, nel dicembre 2023, a Cusano Milanino (MI) ho conosciuto Giulia Ferrarese, nipote di Berto Ferrarese, un Internato Militare Italiano (IMI). Mi ha raccontato di avere un piccolo suo diario che teneva con sé nel periodo della prigionia. Mi sono offerto per aiutarla a tradurne il contenuto, scritto a mano con una calligrafia difficilissima da decifrare. Dopo ore di impegno, sono riuscito a tradurre qualche pagina e grazie a questo mio contributo, sono stato menzionato nell’opuscolo dedicato al nonno Berto, per la traduzione (pag. 9).

Estratto dell’opuscolo

Estratto del libretto di nonno Berto che ho aiutato a tradurre