…iniziato da molto lontano…

Mi chiamo Bartolomeo, sono nato a Ragusa nel 1951 e sono il più piccolo di sei figli, quattro maschi e due femmine. La nostra dimora è stata il casello numero 350 che sorge a ridosso della linea ferroviaria Licata – Siracusa, tra le stazioni di Pozzallo e Sampieri.

Il mio casello (foto B. Fiorilla)

Il contesto ferroviario e rurale in cui sono cresciuto e a cui mi sono appassionato, mi ha permesso di diventare un Macchinista Ferroviere, grazie soprattutto al primo Ferroviere in famiglia: papà Antonino.

Il mio viaggio su rotaia da protagonista è partito con la locomotiva a vapore 740 ed è arrivato al TGV, vedendomi alla guida di circa 50 tipi di mezzi di trazione, fra locomotive elettriche, elettromotrici ed elettrotreni.

Nel 2010, l’anno successivo al mio pensionamento, ho aperto questo sito, dedicato a papà ferroviere, per onorare la sua memoria e la sua figura.

Se fino ad ora ho coltivato la memoria per papà, oggi la vita mi ha portato a farlo anche per mia moglie. Lei, Grazia Maria, è stata una Maestra di scuola elementare per circa 40 anni…un altro lavoro che non può che essere una missione. A febbraio del 2022 purtroppo è mancata improvvisamente e la sua volontà è stata quella di voler tornare al suo paese natale: un forte esempio di attaccamento alle proprie origini e radici. A lei ho dedicato un sito dove vengono raccolte testimonianze e ricordi di colleghe, genitori, alunni e conoscenti.

APRILE 2026

Ho scritto “L’Eco della rotaia” per pura passione e per il desiderio di distrarmi, affidando i miei ricordi alla carta pur non essendo il mio mestiere. È il racconto della mia vita da macchinista e del viaggio condiviso con mia moglie Grazia, la mia “maestra di vita”: due percorsi paralleli sulla stessa linea, custodi di un mondo antico.

Il libro non è in vendita: se desideri riceverne una copia cartacea, puoi richiederla contattandomi via mail all’indirizzo bart.fiorilla@gmail.com

In cambio, ti chiedo solo un piccolo gesto: dopo la lettura, lasciami un tuo pensiero: sarà il modo per far sì che l’eco della nostra storia continui a viaggiare.


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