Commenti al sito

MARIO PIETRANGELI

Mario Pietrangeli è il Generale del genio ferrovieri, Vice Presidente Nazionale AEC – Association Europeenne Des Cheminots – Ideatore del Premio Ferroviario Europeo “Euroferr”

La sua vita di ferroviere e la vita dei suoi cari sempre ferrovieri sono in sintonia con un concetto che amo molto: “Il treno unisce i popoli, siamo tutti compagni di viaggio, nel percorso delle nostre esistenze”.

Il ferroviere come lei ci insegna con le sue Ferrovie, le sue stazioni ei suoi caselli si propone come un ponte culturale sui confini geografici, evidenziando l’importanza del trasporto ferroviario come mezzo di Pace e di connessione tra le nazioni e le culture.

Le stazioni ferroviarie, i Caselli e le ferrovie non sono solo punti di transito ma sono porte di ingresso a magici territori ricchi di storia, turismo bellezze e archeologiche. Il treno è soprattutto cultura, sia che viaggi sui binari, sia che si muova tra le magiche parole della carta: solo col treno si va lontano, nel modo migliore. Ogni tanto fa piacere passare dai treni che corrono (o che vorremmo corressero) sulle rotaie a quelli che transitano tra le righe dei libri”

Generale del genio ferrovieri Mario Pietrangeli Vice Presidente Nazionale AEC – Association Europeenne Des Cheminots – E Ideatore del Premio Ferroviario Europeo “Euroferr”

1 luglio 2025

CLAUDIO PEDRAZZINI

Claudio Pedrazzini è uno dei più famosi studiosi della storia delle Ferrovie in Italia, Professore, Scrittore e Amico.

Sono onorato e, del pari, molto felice di vergare un breve scritto a commento di questa pagina Internet, opera del macchinista Bartolomeo Fiorilla, mia cara conoscenza.

Macchinista delle Ferrovie dello Stato, dicevo, quindi meritevole di elogio per questo gradevole lavoro con cui ha onorato tanti anni di professione dimostrando per essa un attaccamento veramente commovente e degno di considerazione la più alta.

Il sito, sia pure di necessità sintetico, costituisce un valido memento per chi vuol avere un’idea, sintetica ma affatto superficiale, del grande mondo della ferrovia. Sono trattati aspetti tecnici e storici. Sono lusingato dal fatto che tra le fotografie ve ne siano alcune scattate da me ovvero provenienti dal mio archivio. Guardando tra le pagine, mi sovvengono cari ricordi. Per esempio il T.G.V. “Alessandro Manzoni”; vi ho viaggiato tante volte per raggiungere Lyon. Magari guidava quel T.G.V. proprio il caro

Bartolomeo? Così altri ricordi sono affiorati vedendo il T.E.E. RAe 1050 delle Ferrovie Federali Svizzere FFS; l’ho usato parecchie volte in alternativa all’aeroplano. Così rivedo i vari E.T.R., con cui ho girato comodamente e velocemente un po’ tutta l’Italia. Essi sembrano magicamente riprendere vita in questo sito ferroviario. Belle le pagine delle locomotive a vapore; ho viaggiato più volte sulla 640, locomotive che hanno reso un ottimo servizio per quasi ottant’anni, non pochi, quindi. E così le 685, che feci in tempo a vedere al traino degli ultimi treni veloci a vapore sulla Milano – Torino. Quanti decenni sono trascorsi da allora…E le sezioni di questo sito sembrano, per magia, aver fermato l’infinito fluire del tempo, addirittura facendolo fluire in senso inverso alla norma. Avrei e vorrei esprimere molti altri ricordi, pensieri e considerazioni un po’ su tutto quanto si vede esposto in questa sorta di scintillante vetrina, ma non vorrei risultare invasivo.

Concludo, quindi, esprimendo tutti i miei complimenti al Maestro per avere creato questo sito e tantissima cordialità a tutti coloro che lo visiteranno traendo, come è avvenuto a me e a moltissimi miei conoscenti, una grande soddisfazione.

Brescia, 21 marzo 2021

GUIDO MAGENTA

Guido Magenta è Ingegnere del CIFI sezione Milano

Il patrimonio della conoscenza umana, in tutti i campi, si è, da sempre, formato con le ricerche e le esperienze di ogni uomo, che partendo dai risultati di chi lo ha preceduto, ha dato il suo contributo, grande o piccolo che sia.

La conoscenza, per essere trasmessa, si avvale dei mezzi di comunicazione via via aggiornati nel corso dei millenni, dalle iscrizioni su pietra fino ai mezzi di comunicazione di massa dei nostri giorni.

Ma gli strumenti non bastano, come non sono bastati nei millenni: ci vogliono chi li sa e li vuole usare, a patto che abbia qualcosa da dire e da proporre ai suoi contemporanei e a chi verrà dopo.

Senza con questo voler fare un discorso troppo serio, posso dire che sono questi i pensieri che sempre mi vengono se leggo un libro, visito un sito archeologico, consulto un sito elettronico, ascolto un concerto, visito un museo, frequento un teatro: in altre parole ogni volta che recepisco e assorbo un messaggio culturale, da qualsiasi parte o da qualsiasi persona mi venga proposto.

Cerco poi di capire cosa mi vuol dire, o più profondamente trasmettere, l’autore che ha scritto o composto l’oggetto culturale con cui mi relaziono.
E qui le mie reazioni sono le più varie, dal rifiuto al profondo interesse, dalla momentanea attenzione allo stimolo ad approfondire, dal subitaneo oblio all’assorbimento contenuti per il mio progresso culturale. Aprendo il sito di Bartolomeo Fiorilla oscillo tra questi estremi: se cerco un numero, lo leggo e, se non me lo appunto, lo dimentico, se cerco un argomento (ad esempio la storia di una stazione di Milano) lo trovo e lo assimilo, ricevendo le basi da cui procedere per approfondire il tema nel sito stesso o altrove.

Questo per dire che il sito è molto vario e quasi sempre ha una risposta a chi lo interroga.

Ritorno alle prime righe del mio scritto: Fiorilla non solo ha raccolto una vastissima serie di dati tecnici e storici, ma ne ha fatto un insieme coerente legando il tutto alla sua esperienza di ferroviere e, aggiungo, di ferroviere appassionato.

E’ proprio l’esperienza il patrimonio di storia e di cultura che vale la pena di proporre al lettore: la conoscenza dei dati e dei numeri non ha valore se non è stata vissuta e poi riproposta nel suo profondo contesto culturale.  

Aggiungo che i numeri si possono trovare ovunque, l’esperienza e la passione sono al contrario molto rare, uniche se vengono raccontate da chi le ha vissute e si propone di condividerle con chi le sa appezzare.

E’ questo il caso Fiorilla e del suo sito. 

ANGELO MIGLIORE

Angelo Migliore è un ex commissario di Polizia della Squadra Mobile di Catania.

Confesso di aver nutrito qualche perplessità nell’assecondare la richiesta di Bartolomeo Fiorilla a scrivere una prefazione al suo lavoro. I miei brevissimi trascorsi professionali in Ferrovia, per di più nel settore amministrativo, nonché la mia estrazione familiare da ferrovieri di ogni sorta non mi avrebbero consentito di esprimere un qualificato – dunque valido – giudizio sulla pubblicazione che mi chiedeva di attenzionare.

Mi sbagliavo, perché questo lavoro che ora mi accingo a prefazionare riesce a stimolare tante di quelle sensazioni e di profondi sentimenti che chiunque, pur ottenebrato da più o meno validi e giustificabili pregiudizi sul tema trattato, sarebbe comunque in grado di fornire volentieri un personale, tanto spontaneo quanto incontrovertibile giudizio.

L’Autore, di cui non potrà sfuggire la ineccepibile competenza professionale, insita nel tema trattato, ha saputo compendiare perfettamente le sue conoscenze. Intanto con quei dati tecnici necessari a una buona comprensione anche per gli sprovveduti in materia; poi con notazioni storiche di ampia valenza informativa; buon ultimo, con riferimenti di carattere personale-familiare, tali da ispirare note sentimentali di autentico romanticismo.

Vi traspare in primo piano, con percezione macroscopica, quell’elemento essenziale della nostra esistenza presente nel genere umano fin dalle sue origini: il rapporto uomo-lavoro, nella misura in cui Bartolomeo Fiorilla dimostra, con autentica naturalezza, quale possa essere stato il suo senso del dovere, in una professione di grande valenza sociale qual è quella di un ferroviere del settore operativo, che implica così elevate responsabilità nel farsi carico della incolumità di centinaia di persone, da non ammettere alcuna superficialità e approssimazione nello svolgimento delle proprie mansioni. Una dote che certamente non a tutti appartiene.

La complessa e meticolosa ricerca sul piano storico da lui effettuata consente inoltre di acquisire un vero e proprio patrimonio di conoscenze di portata enciclopedica, conoscenze ai più non note, che non può non suscitare totale appagamento nella tonificazione culturale. Che dire dell’inserto sul tristemente noto “Binario 21” della stazione di Milano Centrale? Il sito forse più importante del territorio nazionale destinato alla partenza senza ritorno dei deportati nel campo di sterminio di Aushwitz-Birkenau. Non poteva sfuggire alla sensibilità dell’Autore tale notazione.

[…] Bartolomeo è proprio nato “tra i binari”.

Grazie Bart! – mi sia consentito l’affettuoso nomignolo – per averci consegnato il tuo encomiabile ed eccezionale lavoro.

Angelo Migliore

ROSALIA PERLUNGO

Rosalia Perlungo è una Prof.ssa, ex insegnante in provincia di Messina, amica di mia moglie

“IL MACCHINISTA DEL TRENO,

SFRECCIANDO NEI GIARDINI

ACCANTO AL MARE,

AVREBBE VOLUTO FERMARSI UN PO’

PER RACCOGLIERE IL PROFUMO DELLA ZAGARA

E ASCOLTARE IL CANTO

DELL’UCCELLO PRIGIONIERO

SULLA PALMA…”

Chissà perché questi versi, scritti molti anni or sono, mi sono venuti in mente aprendo il sito di Bartolomeo Fiorilla, il cui “viaggio” personale si intreccia con i percorsi e le trasformazioni di un mezzo di locomozione sicuramente tra i più spettacolari e affascinanti, che ha disegnato il profilo di un’epoca e nello stesso tempo la crescita umana e culturale del protagonista.

Chi si trova, ad aprire questo sito, frutto non soltanto della maestria di Bartolomeo Fiorilla, ma soprattutto della sua passione e del suo “trasporto totale”, lo colloca agevolmente tra quei lavoratori, forse pochi ormai, che hanno dato al tempo lavorativo, non soltanto le loro energie, ma anche il loro cuore, con le sue emozioni, i suoi palpiti, i suoi chiaroscuri.

E sicuramente ne sono stati ampiamente ricambiati, tanto da spingerli, come nel caso di Bartolomeo, anche dopo aver chiuso il rapporto di regolare contratto, a continuare una “corrispondenza d’amorosi sensi” che va oltre il passatempo, la scrupolosa ricerca o il piacere della condivisione.

Forse perché il protagonista di questa bella esperienza di vita aveva respirato e portato con sé il profumo delle zagare e gli cantava dentro una canzone antica.

Auguro buona visione a quanti si inoltreranno nell’avventura umana e professionale di Bartolomeo Fiorilla ed al protagonista… ancora buon viaggio!

Rosalia Perlungo

VITTORIO TOSATTO

Vittorio Tosatto è un collega di servizio.

Ciao Bartolomeo,

Si, ho visto il tuo sito, e mi è piaciuto moltissimo. ..La mia memoria ha fatto un balzo all’indietro: quante notti fatte…quante riserve chieste…quanti ronzoni adoperati…quante ruote squadrate per un’errata frenata che si cercava di nascondere il più possibile…quante località ferroviarie riviste, località in cui arrivavi alle 2.47 di notte con la corsetta e di cui avevamo perso il ricordo , e che ormai nella realtà, probabilmente non esistono più… E’ tutta una fase della mia (nostra?) vita che mi è passata davanti agli occhi diventando una vera e propria attualità.

Complimenti Bartolomeo: oltre all’ottimo lavoro di impostazione informatica e logistica del sito, è il caso di fare un grande apprezzamento per il notevole lavoro di ricerca per reperire materiale di così vetusta anzianità. Con il ritmo delle vicende che ha preso la vita di oggi, probabilmente tali materiali non sono facilmente disponibili, e non fanno pulsare i cuori dei giovani: ma essi rappresentano la nostra vita di allora, i nostri disagi di allora, i nostri sacrifici di allora.

E già è valido anche per l’Azienda (la chiamo così ancora come i vecchi tempi!!!). Il contenuto del tuo sito fa parte integrante della storia di FS. È una parte portante di FS… e se queste non lo riconoscono, rinunciano ad una parte (per me la più importante, la più dinamica, la più viva) della sua propria storia … Vedo se trovo anch’io, quando vado in cantina, qualcosa dei vecchi tempi che potrebbe andar bene per il tuo sito.

Ti faccio ancora i complimenti.

Un caro saluto.

Vittorio Tosatto