Assetto ferroviario

Sin da prima della mia assunzione, l’organizzazione in Ferrovia era composta come segue.

Le Ferrovie a seconda dell’importanza delle linee, dal numero dei binari, dallo scartamento e del tipo di trazione, possono classificarsi in varie categorie:
– ferrovie principali, che rappresentano le più importanti arterie di traffico, destinate ai treni più veloci e di maggior tonnellaggio;
– ferrovie secondarie, per i convogli più piccoli;
– ferrovie di pianura, con pendenze non superiori al 6×1000;
– ferrovie di montagna (pendenza massima 35×1000): quando la pendenza è notevole si usano ferrovie ad aderenza artificiale o a cremagliera, che si distinguono dalle ferrovie ad aderenza naturale per la presenza nel locomotore di una speciale ruota dentata che si ingrana in una dentiera fissata al centro dei binari:
– ferrovie a binario semplice o doppio (alcune linee hanno più di due binari);
– ferrovie a scartamento normale e ridotto;
– ferrovie a trazione a vapore T.V;
– ferrovie a trazione elettrica T.E;
ferrovie a trazione diesel T.D;
– ferrovie a trazione mista.

La trazione a vapore, prima in uso nella maggioranza delle linee, venne a mano a mano sostituita dalla più moderna trazione elettrica che permise velocità elevate. Sulle linee secondarie veniva spesso usata l’automotrice a carrozza unica azionata da un motore a nafta.

L’organizzazione di una Ferrovia comprendeva una sezione tecnica ed una amministrativa. Appartenevano alla sezione tecnica:
– il servizio movimento, riguardante gli orari, il funzionamento delle stazioni e il personale viaggiante;
– il servizio traffico (tariffe e rapporti col pubblico);
– il servizio trazione, che si occupava dell’efficienza del materiale tecnico, mobile e delle officine;
– il servizio manutenzione, che si occupava degli impianti fissi.

La sezione amministrativa era costituita da un complesso di personale suddiviso in vari gruppi: personale di stazione (capistazione, manovratori, eccetera), personale di scorta e di macchina (controllori, capitreno, macchinisti, eccetera), personale di linea (cantonieri, casellanti, eccetera).
Diversi uffici della sezione amministrativa delle Ferrovie vennero ubicati nel Palazzo Litta a Milano, dai primi del 1900 per più di 80 anni.
Le FF.SS. (Ferrovie dello Stato) comprendevano le reti nazionali più importanti ed erano regolate da un ordinamento speciale istituito con apposite leggi: la loro gestione era affidata all’Amministrazione delle Ferrovie dello Stato, cui presiedeva il Ministro dei Trasporti assistito da un Direttore Generale, da due vice direttori e da un Consiglio di Amministrazione. Tredici compartimenti territoriali (con sede a Torino, Milano, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Ancona, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo) e la Delegazione di Cagliari, provvedevano all’espletamento dei diversi servizi (movimento, commercio e traffico, materiale e trazione, lavori e trazione).

Le Ferrovie dello Stato non disponevano di un vero e proprio logo applicato sui rotabili, ma erano diffusi i monogrammi intrecciati che venivano utilizzati sugli elementi di arredo, quali ad esempio le tende ai finestrini.  Il primo esempio di vero e proprio logo fu applicato su una locomotiva F.S. e646-001 nel 1958. Per quanto mi riguarda, nonostante lo sforzo stilistico dell’Azienda Ferroviaria per cambiare il vecchio, quello che rimane impresso nella mia memoria e a cui sono particolarmente legato è quello degli anni 50, perché era anche il fregio delle spille delle divise dei Ferrovieri che mi colpiva sin da bambino.

Monogramma intrecciato sul berretto dei macchinisti (foto B. Fiorilla, 2014)