Origine: Italia
Anno di esercizio: 1928 – 1999
Tipo: locomotiva per treni merci e passeggeri
Propulsione: elettrica a corrente continua, 3000 V
Velocità massima: 95 Km/h
Esemplari costruiti: 448
Versioni prodotte: 3 serie + 1 serie prototipo
La locomotiva e626 è stato il cavallo di battaglia per imparare il mestiere di macchinista.
La cabina di condotta del treno offriva due posizioni di guida: si poteva sedere sulla ribaltina quadrata di legno oppure stare in piedi, richiudendo la ribaltina.
Queste locomotive sono state da me utilizzate per effettuare principalmente treni merci nei primi anni 70. Alcune appartenevano al deposito locomotive di Trieste e venivano soprannominate “ronzoni”.

Locomotiva E626-010 al traino con un treno accelerato alla stazione di Bolzano (foto C. Pedrazzini, 1965)

Locomotive e626 accantonate nel D.L. Milano Smistamento (foto A. Brasca, 2004)

Visuale dal vetro della cabina di manovra della e626 (foto F. Pinton, 2013)

Locomotiva e626-001, in una immagine tratta da un manifesto pubblicitario delle officine di Savigliano in occasione della consegna alle FS delle E626-001:003 (foto tratta dal libro “Dall’E626 all’Eurostar”, Giovanni Cornolò, ed. 2008)
La protuberanza che sormonta l’avancorpo posteriore, in primo piano, avrebbe dovuto celare la caldaia per il riscaldamento a vapore delle vetture, anche se poi si rinunciò alla sua installazione. Questa locomotiva segnò una svolta storica: l’esordio del sistema di alimentazione a corrente continua, tuttora in uso, che portò al rapido abbandono della trazione a vapore.